30 il 30

Mi è stata posta la domanda “Allora? Come ci si sente?”.

Ovviamente per il mondo è un giorno come tutti gli altri…è solo per te che ha un significato diverso. Non sono nemmeno sicuro che “significato” sia la parola giusta. Resta il fatto che in questi giorni, per i soggetti nostalgici e romantici come me, il risultato è una sorta di tsunami di pensieri che ti ingloba, un po’ ti coccola, un po’ ti prende a sberle…

E’ colpa del cambio della decina…non è che certi viaggi te li fai tutti gli anni. Ti capita all’ultimo dell’anno/capodanno, forse.

Dicevamo… la domanda.

Io ho risposto. E sono stato sincero. E ho detto che mi veniva da piangere.

“Piangere” non è per forza in senso negativo. Non è che se piangi allora è per forza tutto brutto. Può essere di felicità, di malinconia, di amarezza, di tristezza, di ricordi, di soddisfazione, di quello-che-vuoi… e sempre per il fatto che sono un malinconico/romantico, questi momenti, questi cardini nella vita mi fanno sempre pensare.

E resto un po’ lì… a pensare… e mi viene un po’ da piangere.

Per il tempo passato…
Per le cose fatte o non fatte.
Per le cose finite o non finite.

Per le persone che ho incontrato,
che mi hanno dato,
che mi hanno tolto,
che mi hanno preso.

Per le persone che non ci sono.

Per chi mi ha preso per mano,
per chi mi ha tirato,
per chi mi ha spinto,
per chi mi ha lasciato andare.

Per ciò che ho visto, per ciò che ho vissuto.

Per quel che ricordo e quel che ho dimenticato,
per quel che vorrei ricordare.

Per le decisioni.

Per il tempo e le possibilità che mi sono state concesse.

Per quello che spero di riuscire a fare.

Per chi è ancora qui a sopportarmi e che mi sta vicino…con tutte le difficoltà che porto.

E la storia finisce che piango, eh. “Nel bene e nel male”.

Ma dico Grazie.

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Quanto tempo…

Quanto tempo che non buttavo fuori qualcosa, qualche parola.

Non sono nemmeno sicuro di cosa voglia buttare fuori in questo momento, lo devo ammettere.

Ho sempre creduto che parlare, esporre i proprio pensieri, le proprie paure, le proprie fantasie, le proprie domande o curiosità fosse una buona cosa. Lo credo ancora. Il problema più grosso è che non sono mai stato bravo nel farlo.

Fin da piccolo sono sempre stato un ascoltatore, spesso un confidente, raramente un parlante.

Ascoltare è più facile (o almeno lo è per me) e quando ascolti un sacco di persone, tutte diverse, tanto diverse, arrivi ad acquisire una conoscenza particolare di come funziona la gente e cosa ti potresti aspettare. Hai anche i due difetti: ti fa scoprire cose che non vorresti sapere,

Credo di essere uno dei confidenti migliori del mondo, sono una delle persone più affidabili a cui raccontare le proprie storie. Perché? Perché la mia memoria è breve. Non mi ricordo un piffero. Confidarsi con me è una bazza, ottieni un ottimo servizio: hai una persona che ti ascolta, hai un interlocutore che può darti un suo parere o un consiglio o una pacca sulla spalla, e hai la quasi-certezza che le informazioni che hai appena condiviso non resteranno a lungo salvate sulla mia materia grigia e quindi non potranno essere divulgate. Dico “quasi” perché se la spari proprio grossa, santo cielo, non è così scontato che si dimentichi facilmente.

Parlare. Parlare è… Esprimersi è… pericoloso. Alle volte bello, liberatorio, divertente… ma resta pur sempre pericoloso. Forse sono io che lo vedo pericoloso. Non so, mi fa paura. Ti espone, ti scopre. In realtà ho pensieri contrastanti, faccio fatica a mettere in ordine le idee… guarda adesso per esempio: sto scrivendo una entry nel blog, mi sto esprimendo, mi sto un po’ raccontando, e lo faccio mentre dico che parlare mi fa paura.

E mi rendo conto che con la voglia di voler scrivere qualcosa, buttare fuori qualcosa, è uscito questo post che ha dell’inutile, ma che un po’ mi ha fatto stare meglio.

Non è assolutamente quello che volevo scrivere, non era quello che avevo per la testa, neanche un po’… però è quello che è uscito.

E va bene così, pace.

E come al solito pubblicherò senza rileggere… bravo -.-


 

“Every turn I take, every trail I track
Every path I make, every road leads back
To the place I know where I can not go
Where I long to be”

 

 

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H-bridge e due motori DC

2_dc_Motors_Foto_Circuito

Ed ecco che dopo il primo tentativo con un singolo motore DC sono riuscito a trovare il tempo per il controllo di due motori DC. Ho avuto anche la possibilità di testare un power-supply-module ricevuto in uno dei kit di componenti elettronici che ho comprato.

Esteticamente, potevo collegare i jumper molto meglio ma non me ne sono per nulla preoccupato.

Cos’ho utilizzato:

  • Raspberry Pi 2 B+ (con Raspbian)
  • Power supply module: non è altro che una scheda aggiuntiva che permette di gestire più comodamente sorgenti di corrente esterne. Tu gli dai un input tra tra i 6.5V e i 12V, lo attacchi alla breadboard e hai un pulsante di ‘accensione’ e la possibilità di scegliere tra 3.4V e 5V di alimentazione per i tuoi progetti.
  • una batteria da 9V (semi scarica… -.- )
  • 2 motori DC (i classici motorini piccolini, quelli che si usavano nelle mini 4WD)
  • chip h-bridge L293D

Lo schema elettrico del mio circuito è risultato il seguente:

2_dc_motors_schema_elettrico

NB: nello schema è rappresentata la pila da 9V come alimentazione esterna. NON ho usato la pila direttamente, come specificato prima ho utilizzato il power supply module, ma siccome non ho trovato il componente su Fritzing, ho usato quella.

Ho fatto alcuni test di avvio dei motori in entrambi i sensi di marcia, singolarmente e tutti e due insieme. L’unico “problema” che ho avuto era la mia batteria da 9V che era semi scarica e non riusciva ad avviare correttamente i due motori insieme (gli dovevo dare un piccolo aiutino e poi facevano da soli).

Il codice sorgente lo potete trovare su un mio repo github cliccando qui. Come vedrete è alquanto semplice e sono partito da una base di un altro vecchio progetto dove era previsto un solo motore. Ho modificato il codice per gestirne due.

Se volete provare: scaricate il mio script, create il circuito come in figura (fate attenzione a non fare errori…e occhio che potrei averne fatti io nel disegnarlo) e lanciate lo script digitando:

python 07_double_motor.py

nella shell.


 

“Con i pantaloni scampanati danzerò
balletti degni del migliore John Travoooooooolta”

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pin-header e test LCD

photo_2017-07-16_01-02-01

Insieme al kit Sunfounder che ho comprato un anno fa c’era anche un piccolo LCD. Ho colto l’occasione per fare due cose:

  1. Stagnare per la prima volta una strip di pin-header
  2. Fare qualche esperimento di connessione e utilizzo dello schermo LCD

Entrambi i punti sono andati a buon fine senza grossi problemi (soprattutto la stagnatura: mi sono stupito da solo) ma devo trovare una qualche libreria più comoda per usare questo LCD (sicuramente c’è) perché il codice che ho dovuto scrivere/usare è abbastanza ostico.


“So far away
I don’t wanna stay
Get me out of here right now!
I just want to be free
Is there a possibility?
Get me out of here right now!”

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Citazioni Pezzate

“Udite udite la storia di Barbara, detta Barbara, la barbara bionda con la barba amante del rabarbaro,
e Penelope, la penosa penisola in penombra amante del… ”

cit. Padre Rei, Vilegis anno 107, Clan Pezzato.


 

“Sorelle, fratelli, sorelle… e Guruk.

Per Sasha: Aaaaahhhhh!”

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Fallen

 
A: Mi sento come quei soldati che tornano dalla guerra e continuano a sentire i suoni delle bombe e delle sparatorie…

B: Esattamente. E si sente fare commenti da gente che non c’è stata, non era presente, non può capire… e spiegare è inutile perché parole non ce ne sono.

A: E qualcuno li accuserà pure di non aver fatto abbastanza…


Quando la notte si fa più oscura,
quando l’abisso mi fa un po’ paura
cerco nel cielo la stella lontana,
alzo lo sguardo per te Oxxitana.

Spade, incanti e coltelli…
non siamo soli se siamo fratelli.
Vivi, sogna il domani.
Gloria e Onore, noi siamo Oxxitani!

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Un nostro saluto da quaggiù

2016_12_reci_terry

Questo weekend l’abbiamo passato in tuo onore, lo sai.

Ci hai fatto sorridere, ci hai fatto piangere.

Ci hai fatto stare insieme.

Ciao T.


“It’s funny how some distance
Makes everything seem small
And the fears that once controlled me
Can’t get to me at all”

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